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Parte a Barcellona la prima settimana della Cucina Italiana nel mondo con una serata dedicata al Parmigiano Reggiano.

Data:

22/11/2016


Parte a Barcellona la prima settimana della Cucina Italiana nel mondo con una serata dedicata al Parmigiano Reggiano.

Con una tavola rotonda dedicata al tema “Il Parmigiano Reggiano incontra la cucina italiana di Barcellona” si è aperta, lo scorso 21 novembre, all’IIC di Barcellona la prima settimana della Cucina Italiana nel mondo.

Introdotta dal Console Generale, Stefano Nicoletti - che ha salutato il numerosissimo pubblico intervenuto per l’occasione - Angela Barusi, rappresentante del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano in Spagna, ha colloquiato con quattro chef italiani di altrettanti ristoranti presenti a Barcellona: Nicoletta Acerbi (Due Spaghi), Pietro Leonetti (Le Cucine Mandarosso), Simone Brignola (Massimo) e Fabrizio Marenco (La Trifula).

E’ stata quindi inaugurata la mostra “Parmigiano Reggiano, una storia appassionata” che con fotografie in bianco e nero di Andrea Resmini narra la storia ed i volti di coloro che elaborano un prodotto indissolubilmente unito alla sua terra di origine ma divenuto al tempo stesso uno dei formaggi italiani più internazionali e riconosciuti nel mondo.

Il Parmigiano Reggiano è prodotto nel rispetto assoluto della tradizione, con i suoi ventiquattro mesi di stagionatura, l’assenza totale di antifermentativi, conservanti e coloranti, con la cura di maestri artigiani che riescono a ricreare, ancora oggi, il sapore di una volta.

La sua genuinità ed originalità é stata colta dall’obiettivo di Andrea Resmini che ha realizzato una serie di fotografie che raccontano la geografia dei sapori - l’ambiente, i paesaggi, i prati, le colture del Po, delle colline e delle montagne - di questo territorio. Narrano la fusione tra i ritmi della natura e quello dell’uomo: la mungitura, il latte lasciato riposare per far affiorare la panna, la lavorazione e la lunga attesa della stagionatura. Si lasciano assaporare prima con gli occhi, per poi concedersi completamente al momento dell’incontro col palato.


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