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Cittadinanza per matrimonio o per servizio alle dipendenze dello Stato

 

Cittadinanza per matrimonio o per servizio alle dipendenze dello Stato

Requisiti

Il coniuge straniero di un cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana in presenza dei seguenti requisiti:

  • che siano trascorsi tre anni dalla data del matrimonio, se residente all'estero, (due anni se residente in Italia). I predetti termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
  • che non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e/o non sussista la separazione personale dei coniugi fino al momento dell'adozione del provvedimento di concessione della cittadinanza italiana.
  • assenza delle condanne penali specificate dalla normativa.
  • residenza nella Circoscrizione di questo Consolato Generale e titolarità di regolare permesso di soggiorno in vigore.
  •  certificazione relativa alla conoscenza della lingua italiana di livello non inferiore a B1

Modalità di presentazione della domanda:

A decorrere dal 18 maggio 2015 le domande devono essere presentate esclusivamente online. Pertanto le istanze dovranno essere inserite dai richiedenti direttamente per via informatica nel portale ALI del Ministero dell'Interno, allegando le scansioni della domanda e dei documenti richiesti (elencati nel suddetto portale).

Si precisa che il compito degli Uffici consolari è limitato alla verifica della corretta compilazione dell'istanza e della completezza degli allegati. In seguito sarà possibile presentare la documentazione cartacea presso questo Consolato Generale. Le fasi successive del procedimento sono di competenza esclusiva del Ministero dell'Interno.

In sintesi, gli interessati dovranno:

  1. registrarsi nel portale
  2. compilare il modulo di domanda online evitando inesattezze
  3. scansionare la seguente documentazione originale, previamente legalizzata, corredata se necessario di traduzione ufficiale in lingua italiana anch'essa legalizzata - vedere Legalizzazioni-traduzioni:
    1. certificato di nascita
    2. certificati penali dello Stato di origine e di tutti gli Stati esteri nei quali il richiedente ha risieduto dai 14 anni di età (rilasciati da non oltre sei mesi)
    3. ricevuta di versamento del Contributo di 250,00 euro da effettuarsi sul conto corrente postale IT54D0760103200000000809020 intestato al Ministero dell'Interno-DLCl, indicando il nome del richiedete e la causale "cittadinanza". (Si raccomanda di effettuare il versamento direttamente sul conto corrente indicato del Ministero dell'Interno. Non versare mai questi importi sul conto corrente del Consolato Generale)
    4. passaporto (o documento di identità valido per l'espatrio se il richiedente è cittadino dell'Unione europea) in corso di validità e permesso di soggiorno spagnolo (o del Principato di Andorra)
    5. trascrizione del matrimonio in Italia se celebrato avvenuto all'estero oppure idonea autocertificazione se il matrimonio è stato celebrato in Italia.
    6. a decorrere dal 5 ottobre 2018 - ai sensi dell’art. 14 del D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, pubblicato nella G.U. n. 231 del 4 ottobre 2018 - il contributo, al cui pagamento sono soggette le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza italiana, è di importo pari a 250 euro. Sempre a decorrere dal 5 ottobre 2018, ai sensi della medesima normativa, il termine di definizione dei procedimenti in corso di cui agli articoli 5 e 9 è di quarantotto mesi dalla data di presentazione della domanda. Attenzione: queste disposizioni riguardano anche i procedimenti di conferimento della cittadinanza in corso.


I richiedenti provenienti da Stati federali dovranno presentare certificati rilasciati dalle Autorità federali, e in alcuni casi, anche quelli dei singoli Stati federati: fare riferimento ai siti web degli Uffici consolari italiani presenti nello Stato di origine.

Dal 16 febbraio 2019 è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/1191 che ha abolito l'obbligo di legalizzazione e di Apostille e ha semplificato le formalità riguardanti le traduzioni, con l'introduzione di modelli standard plurilingue per alcuni documenti pubblici rilasciati dalle Autorità di uno Stato membro dell'Unione Europea (nascita, matrimonio, unione registrata, assenza di precedenti penali), a condizione che detti documenti pubblici siano rilasciati a un cittadino dell'Unione dalle Autorità del suo Stato membro di cui è cittadino.

Le comunicazioni e le notifiche relative all'istanza avverranno generalmente tramite il portale ALI in quanto il sistema fornisce al mittente la conferma della lettura da parte del destinatario. Si segnala pertanto che è interesse dei richiedenti porre la massima attenzione agli avvisi che riceveranno per posta elettronica relativi alla presenza di una comunicazione da leggere nel portale. A tale proposito si raccomanda di indicare nella domanda un indirizzo di posta elettronica personale, valido e usato abitualmente, al fine di evitare possibili scadenze dell'account per mancato utilizzo. In mancanza di conferma di lettura, l'Ufficio consolare potrà inviare comunicazioni ufficiali per posta raccomandata all'indirizzo dichiarato nella domanda o, in caso di successiva variazione dichiarata dal coniuge cittadino italiano, a quello presente negli schedari consolari. La ricevuta di ritorno farà fede della notifica anche in caso di consegna non riuscita (destinatario sconosciuto o mancato ritiro presso l'ufficio postale).

Queste istanze possono essere presentate unicamente dalla persona interessata. Eventuali rappresentanti validamente autorizzati potranno intervenire per ottenere informazioni in merito alla procedura in corso solo dopo l'accettazione della domanda e l'attribuzione del codice K10/K10C. È fatto pertanto divieto a qualsiasi persona diversa dal richiedente (anche se autorizzata da quest'ultimo) di intervenire nella fase di presentazione della domanda.

Le precedenti funzionalità che consentivano di accettare o ri-accettare con riserva una domanda in caso di carenze documentali, con la possibilità di integrare la documentazione entro il termine di trenta giorni, sono state eliminate. Le domande saranno accettate o rifiutate, con indicazione in quest'ultimo caso delle carenze o inesattezze rilevate (presenza di errori nei dati anagrafici del richiedente, o mancanza/incompletezza di uno o più dei documenti previsti) mediante un elenco predisposto.

Chi avesse inserito una domanda nei primi mesi a ridosso dell'entrata in vigore della legge n. 132/2018 (4 dicembre 2018) senza esserne a conoscenza, e la domanda fosse stata rigettata perché priva della certificazione relativa alla conoscenza della lingua italiana, potrà chiedere il rimborso del contributo di 250 EUR versato al Ministero dell'Interno per il tramite del Consolato Generale (contattare l'Ufficio cittadinanza).

Dopo l'emissione del decreto di conferimento della cittadinanza la persona interessata dovrà, all'atto della notifica e prima del giuramento, presentare i documenti seguenti a conferma del mantenimento dei requisiti di legge:

- atto integrale italiano di matrimonio aggiornato alla data di adozione del decreto e certificato di esistenza in vita del coniuge (in caso di dubbi concernenti la vigenza del coniugio, l'Ufficio consolare potrà richiedere qualsiasi altro documento straniero utile per averne conferma come per esempio: atto di matrimonio straniero se celebrato all'estero, "Libro de familia" spagnolo, dichiarazioni rese in atto pubblico, ecc.);

- certificato penale dello Stato di attuale residenza, aggiornato alla data di adozione del decreto;

- certificato di stato di famiglia rilasciato dalle Autorità locali.

Maggiori informazioni riguardo la procedura di richiesta sono presenti nel sito del Ministero dell’Interno.

N.B.: si fa presente che il sito è esclusivamente in italiano. Si consiglia di seguire scrupolosamente le istruzioni del portale, sul quale si trovano comunque i link relativi a: F.A.Q, Help Desk, Manuale, Come fare per, ecc.

Requisiti linguistici

La legge di conversione (in vigore dal 4 dicembre 2018) ha introdotto l'art. 9.1 alla legge 5 febbraio 1992, n. 91. Detta disposizione prevede, quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi degli artt. 5 e 9 della suddetta legge, il possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue. L'accertamento di detto requisito va effettuato attraverso l'acquisizione di:

- Un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario; ovvero
- Una certificazione rilasciata da un ente certificatore.

Al momento possono considerarsi sicuramente enti certificatori, appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualita'):

- L'Universita' per stranieri di Siena
- L'Universita' per stranieri di Perugia
- L'Universita' Roma Tre
- La Societa' Dante Alighieri

Potranno, pertanto, essere considerate valide ai sensi della norma citata le certificazioni di livello non inferiore a B1 rilasciate dai suddetti enti, eventualmente in regime di collaborazione con i locali Istituti italiani di cultura.




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