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Legalizzazioni e traduzioni

 

Legalizzazioni e traduzioni

NORME GENERALI PER LA LEGALIZZAZIONE E LA TRADUZIONE DI ATTI E CERTIFICATI STRANIERI

Per avere valore in Italia, gli atti e certificati redatti in lingua straniera dovranno essere in primo luogo legalizzati (a eccezione delle esenzioni previste dagli accordi internazionali) e poi tradotti in italiano.

LEGALIZZAZIONE

a) Paesi firmatari della Convenzione dell'Aja del 05/10/1961: la legalizzazione avviene mediante apposizione dell'Apostille da parte dell'Autorità competente secondo l'ordinamento del Paese dove è stato emesso il documento da legalizzare. Gli atti di stato civile spagnoli sono esenti da legalizzazione. Documenti rilasciati in altri Stati UE: informarsi presso gli uffici consolari italiani accreditati in tali Stati.

b) Paesi non firmatari della Convenzione dell'Aja: la legalizzazione va richiesta alla Sede consolare italiana accreditata nel Paese dove è stato emesso il documento.

TRADUZIONE

I documenti stranieri possono essere fatti valere in Italia soltanto se corredati di traduzione legalmente valida in lingua italiana (a eccezione, e limitatamente ai casi previsti, dei certificati redatti su modelli plurilingue in base alla Convenzione firmata a Vienna l'8/9/1976).

La traduzione dovrà essere eseguita direttamente dalla lingua straniera in lingua italiana: non potranno essere accettate "traduzioni-ponte" (per esempio: dall'inglese in spagnolo e quindi dallo spagnolo in italiano).

a) Traduzioni eseguite nel Principato di Andorra: informarsi presso i traduttori giurati locali sulle modalità di apposizione dell'Apostille al fine di legalizzarne la firma.

b) Documenti redatti in lingue diverse dallo spagnolo e dal catalano e traduzioni da qualsiasi lingua in italiano eseguite in altri Paesi:

- Paesi firmatari della Convenzione dell'Aja del 05/10/1961: ove prevista dalle normative locali, con Apostille di autentica della firma del traduttore;

- Paesi non firmatari della Convenzione dell'Aja: timbro di legalizzazione/conformità apposto dalla Sede consolare italiana accreditata nel Paese stesso (la legalizzazione va comunque apposta anche sui documenti originali).

c) Documenti redatti in qualsiasi lingua straniera e tradotti in Italia da traduttore asseverato presso i Tribunali: verbale di giuramento di traduzione, con timbro del Tribunale e marca da bollo.

d) In luogo dell'Apostille, le firme dei traduttori giurati nominati dalle Autorità del Regno di Spagna o del Principato di Andorra possono anche essere legalizzate dall'ufficio consolare, ma solo se depositate presso quest’ultimo; in tal caso, saranno soggette al pagamento della tassa di cui all’art. 69 della Tabella dei diritti consolari per ogni documento tradotto.


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